30 marzo 2007

io corro

Io corro.
ogni settimana tre volte, ogni volta 14 km. so che per chi non lo fa sembra una roba assurda, ma invece so che per chi corre è una robetta da niente. c'è chi corre tutti i giorni, più chilometri, più veloce di me. ma guardare i chilometri o quanti minuti ci si mette a farne uno, è qualcosa che assomiglia alla passione tutta maschile per misurarsi il pisello alla quale io cerco di sfuggire, con risultati alterni ahime (così l'orologio da runner che misura tutto ce l'ho sempre dietro).

comunque corro e al di là che lo faccio per stare meglio con me stesso e con i miei vestiti (e forse con mia moglie che anche se mi ama, credo preferisca avere accanto un tonnetto di 82 kg - strafigo - piuttosto che un cinghiale di 90 kg - cummenda attempato), col tempo ho imparato ad apprezzare il lato zen della corsa.

faticare, di una fatica ripetitiva e "antica", è una pratica che rischiara gli orizzonti. la fatica, quella vera, e correre lo è, spazza via dalla mente tutti i fronzoli. quando fatichi tantissimo e hai ormai la forza nelle gambe per non fermarti e quindi quello che ti viene richiesto è di resistere mentalmente, di colpo ti accorgi che per farlo hai bisogno di togliere dalla mente qualcosa per far spazio a questa impresa. e allora da dove cominci ? dalle cazzate, dai fronzoli, dalle cose inutili, dalle sovrastrutture, dalle cose contorte e a forza di fare questa operazione, alla fine nella mente rimangono poche idee e belle chiare.

ormai lo so. se un'idea resiste a 70 minuti di mazzo, allora è degna di essere presa in considerazione. se sfugge, sbiadisce, si indebolisce, la cestino. ma questa è ancora l'attività più semplice. a far pulizia non si fatica poi così tanto.

la vera impresa è l'elaborazione: ho un problema in testa, non riesco a risolverlo, che faccio? rimando, .... "ci penso oggi mentre corro". e lì è un'impresa. titanica. metti che vuoi rispondere ad una lettera di un cliente stron** che ti ha offeso, o vuoi trovare il modo per non prenderlo in quel posto sul lavoro, oppure hai una discussione con la moglie su una questione di principio. pensarci metre sei stanco, stravolto, bisognoso d'affetto, quindi biecamente buono, inoffensivo, altruista, disponibile, è una tortura.
escono sempre soluzioni accomodanti, mediazioni, perdoni, ...... belin .... e io che volevo mangiarmelo quel maledetto là, o che volevo vendicarmi, o metterglielo in quel posto .....

è che la fatica avvicina al proprio limite, aver paura di non farcela mette a nudo l'istinto di sopravvivenza e da quella situazione si esce più umili, più saggi, più equilibrati. allora penso che forse correre oltre che a farmi entrare nei vestiti e piacere di più a mia moglie mi fa stare bene anche con gli altri, mi fa essere migliore.
grande scuola la fatica. la conosciamo così poco.
domani altri 14 km, dai, così forse chiudo la settimana senza fare danni.

6 commenti:

Paul The Wine Guy ha detto...

Questo non è un blog, è uno stato d'arte. Grazie.

tartablu ha detto...

Buongiorno,
mi è calata la calma e la mestizia nel cuore solo a leggerti...
:-)

mafe ha detto...

Grazie per averlo spiegato così bene. Io corro meno (sui 5 chilometri, e vado assai piano), ma ricordo i 5 mesi ferma per una tendinite come una nebbia densa, una salsa di disagio che appesantiva tutto.

lemoni ha detto...

Ciao Rosco...avendo un marito che corre mi sono facilemnte immedesimata in tutte quelle chiacchiere pallose che mi fa ogni volta che si prenota per il pettorale della New York Marathon (cui ha partecipato una volta sola e con 39 di febbre per l'emozione!).Corro anche io i miei 55 min di mazzo, negli ultimi anni sempre più sporadicamente a dire il vero,ma il fiato è ancora buono.
Invece sono più sensibile sulla quaestio figli...eddai fatelo stò terzo figlio...ancora più semplice da gestire del primo e del secondo (cui attendo con ansia che mio marito si decida!)e magari con la sorpresa di essere una dolce roschina!
Tanto quella che ha l'ultima parola-e ti prego non dire nulla- è la tua dolce moglie per ovvi e manifesti motivi...
Bacioni pant pant
Lemoni

Melanippe ha detto...

Bellissimo, grazie, ho iniziato da pochissimo a correre, e questo post è bellissimo :)

nondisolopane ha detto...

Anche io sono una neofita della corsa (prima comunque facevo nuoto, altro sport di fatica e concentrazione zen) e sottoscrivo ogni parola. Faccio ancora pochi km, ma la gioia è grandissima. Non potrò più smettere!!!