22 novembre 2006

ma che mammo e mammo (mariti scimmietta 2)

mia madre era femminista e macrobiotica. ed io sono sopravvissuto. incredibile!

intendo dire che la sera non picchio mia moglie ed ho anche un rapporto sereno con la coca cola e la nutella.

chi come me ha vissuto nel disordinato raggio d'azione di una femminista degli anni 70 - pure macrobiotica che è un'aggravante - sa che si poteva e si può essere femministe in due modi.
invocare il diritto all'uguaglianza o invocare il diritto alla differenza.

quelle dell'uguaglianza sono quelle della prima ora "vogliamo gli stessi diritti degli uomini" .... peccato che poi si siano accorte che per essere rispettate gli toccava diventare delle UOME cioè dei mostri.
le altre, un po' più evolute, erano e sono quelle che si sono battute per la valorizzazione della differenza. cioè il diritto, la gioia, il valore di essere in maniera differente e affiancare quindi, alla voce dell'uomo la "voce di donna", in politica, sul lavoro, nella società.

è questo il punto, è qui che noi "mariti scimmietta " dobbiamo fare attenzione, è da questo pensiero illuminato che dobbiamo imparare

fare il papà deve significare, dovrebbe significare, significa, fare il papà non limitarsi stancamente a reggere la coda alla mamma o fare come la mamma.

la genitorialità è un'opera a due voci e noi papà dobbiamo fare la nostra parte.
il che significa coltivare il nostro modo di essere genitori al maschile, con voce di uomo, con sensibilità di uomo, con sguardo di uomo, con stile da uomo.

certo è che fino a quando non faremo nemmeno la nostra parte nei doveri della vita in comune (gestione casa, accudimento figli, spese, cacche, nanne, notti etc) non potremo sottrarci al luogo comune del mammo e cioè del marito scimmietta che ogni tanto, dopo i gol, fa un po' le veci della mamma.

7 commenti:

Pacina ha detto...

bellissimo blog! =) Ieri sera non ho resistito e l'ho letto tutto :DD


saluti

Paci

Giulia ha detto...

Parole sante! :-)

fux ha detto...

La cosa bella della mia famiglia è la collaborazione a tutto tondo. Senza risparmiarsi mai. Dando sempre, a seconda delle personali attitudini. Aiutandosi sempre, sapendo di amarsi. Ma quando uno non ce la fa, chiede extra aiuto e l'altro è sempre pronto. E quando i bimbi hanno l'età giusta... collaborano anche loro. L'amore e il rispetto regnano sovrani. Sempre.

un bacio.
Franci.

Loretta ha detto...

Mi piace qs tua riflessione e la condivido.
Mio marito è senegalese. Cui dividiamo abb bene la gestione della casa ma sulla gestione della figlia lui mi fa spesso notare quello che sottolinei, tu ovvero che spesso i padri italiani giocano a fare le mamme con le mamme (=sempre tutti insieme attaccati ai culetti dei pupi) e non riescono poi ad essere padri inteso come simbolo di regola, giusta severità e via di seguito con l'universo simbolico che qs comporta.
E' un peccato che la figura paterna ultimamente sia sbiadita...

Mi ha aiutato a capire nella divisione dei compiti cosa è più sensato per noi due che faccia uno o l'altro. Ho imparato anceh io a delegare e non accentrare.
bello sarebbe fare un simil elenco dei compiti paterni/materni...
scusa la prolissità

tartablu ha detto...

Allora, gia' mi facevi scompisciare da ridere... poi questi due post... Sono pochi gli uomini (ma ci sono!) che sanno ed hanno capito la differenza tra il femminismo, necessario per la rottura con il patriarcato ed il pensiero della differenza, necessario per sentirsi una donna, cioe' un essere completo (nn c'ho bisogno di un pisello x far essere) che nn e' in gara con l'altra meta' del cielo, ma vuole solo essere riconosciuta. C'e' una piccola rivista, di cui ero co-direttrice prima di scegliere il Belgio, a cui farebbe sicuramente piacere pubblicare in forma di articolo quello che hai scritto qui. Si e' occupata piu' volte negli anni sia di pensiero della differenza femminile che (ed e' tutto un filone che si sta sviluppando) di un nuovo pensiero maschile, che come dici tu, puo' essere elaborato nn per diventare mammo, ma semplicemente (ed io dico in maniera molto bella) un uomo ed un padre, che superano vecchi schemi? che elaborano con la propria moglie/compagna un modello di coppia che rispetti le differenze e gli spazi, senza competizione...
Mazza quanto ho scritto....
Fammi sapere e grazie
:-)

ROSCO ha detto...

per tartablu.
molto interessante il problema della differenza, anzi dell'affermazione e valorizzazione per differenza e non per identificazione, sia per la donna (vedi femminismo della prima o seconda ora) sia per l'uomo (da capo della famiglia etica a membro paritetico della famiglia affettiva).
sono interessato a sviluppare il discorso.
rispondimi dove preferisci, o sul mio blog o in coda a questo mio messaggio.

rosco-66

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny