18 marzo 2013

La nonna americana




Lo so, avrò nostalgia di questi giorni, di questi anni, di questa mia età, di questa vostra età.
Dopo giornate come queste, dopo week end come questi, dove vi ho avuti addosso, a letto, di fronte a mangiare, di fianco a fare i compiti, sopra a fare la lotta, sotto a tagliare i capelli con la macchinetta, nella stanza a fianco a far troppo rumore perchè io potessi riposare, o a fare ridicolamente piano per permettermi di finire una telefonata, ma invece eravate rumorosissimi e scemissi a ridere urlandovi sottovoce "Shhhhhhhhhh piano che papà è al telefono", dopo che ho preso acqua e freddo per guardare una zuffa tra bimbi che avrebbe dovuto sembrare una partita di rugby under 10 e dopo che ho preso altrettanta acqua e altrettanto freddo per assistere ad una zuffa tra genitori che avrebbe voluto assomigliare ad una partita di calcio under 12, dopo che ho fatto una doccetta con shampoo e balsamo a un cinghialetto sgusciante, con phon e pulizia orecchie che è sembrata una lotta per poi ritrovare il suddetto cinghialetto felice di nuovo sotto la doccia con i fratelli grandi a ridere dello scherzo che mi aveva fatto. Dopo tutto questo e molto altro ancora, mi resta addosso una felicità mista a malinconia che sembra la somma della gioia di avere avuto tutta questa meraviglia da vivere e avere la sensazione che sta passando e presto sarà un ricordo e forse un giorno sarà uno di quei ricordi che mi aiuterà a vivere sorridendo.
Ora che dormite, nelle vostre camerette ripulite da tutti i giocattoli rotti, da tutti i vestiti piccoli tolti dai cassetti, dalle centinaia di oggetti strampalati nascosti con attenzione negli angoli più nascosti dell'armadio "Così mio fratello non me li prende", e dopo mille contrattazioni per capire se davvero l'oggetto rinvenuto era di un qualche valore affettivo o se non fosse una "rumenta" dimenticata e quindi cestinabile, mi ascolto questa canzoncina assurda ma felice che mi avete trionfalmente presentato sul ipad di casa e penso che mi ricorderà per sempre la vostra gioia, la vostra acerba freschezza, la mia vita felice, la nostra vita felice.
Ora che dormite, posso finalmente scrollarmi di dosso la rabbia per quello che mi ha disubbidito, per quell'altro che mi ha risposto o per quall'altro ancora che sta diventando un bel caratterino e ad ogni "no" fa volare la prima cosa che gli passa per le mani. Ora che dormite, posso togliermi il cappello da papà che deve tenere il punto, e mi lascio pervadere da questa gioia malinconica che mi fa sentire come quelle nonne americane vestite di celeste che passano le sere a piangere guardando le foto dei figli attaccate alle pareti.

Sdolcinato e languido, così senza ritegno. Ma si, che me frega ... tanto il mio blog ancora non lo leggete.

Ora che dormite e mi avete regalato, senza saperlo, un altro mattoncino da mettere nella mia vita felice, sto qui a sentire e risentire questa canzoncina fresca e gioiosa per cercare di fissare nella mente e nella memoria tutta questa felicità che siete e mi date, per non ritrovarmi un giorno a pensare di non aver capito fino in fondo l'immensità di tutto questo, per non aver vissuto fino in fondo questi momenti unici, per non aver capito, che la vita è adesso.
........ ecco, ci mancava Baglioni. Toccato il fondo, posso andarmene a letto, va.

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