09 dicembre 2012

Ora l'ho capito.



Questo week end vi ho detestati. Tutti.

Ho detestato te, amore mio ribelle, che quando hai il diavoletto dentro non ti si può neppure catturare lo sguardo, che mi dici "si" ma chissà cosa pensi, chissà cosa hai sentito, chissà se mi hai sentito. Che mi implori di aiutarti a fare i compiti, poi quando ti chideo un bricciolo di attenzione, un attimo di concentrazione, un minuto di applicazione per imparare a capire il concetto e non appicicarti le regole a memoria, ridi, ridacchi, tiri a indovinare, vai per la tua strada. In quel momento hai le chiavi dei miei nervi, hai la leva del mio equilibrio. La sfiori e sono giù nel baratro, e la voce si alza, le mani fremono, la voglia di lasciarti li, solo nel mezzo del guado è irresistibile, tu solo con la maestra davanti ai tuoi quaderni vuoti, senza compiti, senza lavoro, senza aiuto, senza crescita, senza il frutto delle nostre fatiche, dei mille trucchetti per farti ragionare e capire, senza il tuo ordine a corrente alternata, i tuoi nove scritti malissimo, la tua grafia che può essere orrenda e stupenda. Ho detestato la tua dipendenza per i compiti che a 8 anni mi sembra eccessiva e la tua indipendenza nel farti scivolare sopra la mia sgridata, la più terribile che ti ho mai fatto, la più violenta, la più rabbiosa. Mi sono spaventato dei tuoi occhi mentre ti sgridavo e mi sono irritato e scompisciato per la sfacciataggine con la quale dopo pochi minuti dalla sgridata sei tornato quello di prima.

Ho detestato anche te, piccolo essere grassottello, che ogni giorno mi sembri mostruosamente fuori misura per i tuoi 2 anni. Troppi kg per aver 2 anni, troppo energico per avere 2 anni, troppo grintoso per avere 2 anni, troppo indietro nel parlare per avere 2 anni, troppo scaltro per avere 2 anni, troppo simpatico per avere 2 anni, troppo prepotente per avere 2 anni. Ho detestato che tu non abbia dormito in auto durante il viaggio lamentandoti delle cinture e cercando di scendere dal seggiollino per mille volte, ho detestato che abbia escogitato ogni gioco che metteva a rischio gli oggetti più fragili della casa, che tu non soportassi di stare a casa quando non si poteva far diverso, che non fossi contento quando poi siamo usciti, che c'era qualcosa di incomprensibile che ti faceva continuare a rugnare. A mangiare mai fermo, sul passeggino mai calmo, a giocare solo dove c'era da sporcarsi o c'era pericolo. E poi stasera, per andare a nanna, che nessuno degli stratagemmi andava bene, il bibe si ma poi ancora agitato, le coccole si ma poi volevi scendere, le fotine sul cell e i fimlini sul cell di papà che ti fanno sempre ridere si, ma poi "ancoia, ancoia" e pianti perchè erano finiti.

Ho detestato pure te, piccolo ometto dallo sguardo serio ed il cuore tenero. Quando hai pianto mentre sgridavo tuo fratello così forte che non mi avevi mai visto così arrabiato, ma poi non hai avuto nemmeno un guizzo, un fremito, un gesto di istinto che ti portasse da lui a consolarlo, che la mamma non c'era e certo non potevo farlo io. Mai che ti veda fare un gesto d'amore per lui, eppure so che lo ami ma farlo vedere sembra un disonore. E poi questa tua indipendenza, che ti ha fatto rimanere qui con i nonni, per l'ennesima volta, per poter giocare a pallone con la tua squadra e nemmeno uno sguardo che mi faccia capire che ti siamo mancati. Sei troppo grande, sei già così grande, hai solo 12 anni e già ti sento sfuggire via dalle mei coccole, dalla tua dipendenza da me, da noi, hai già la tua vita, i tuoi segreti, i tuoi rifugi mentali, sentimentali. Avrei voluto sentirti più vicino quando siamo tornati, avrei voluto parlarti della sgridata dell'altro giorno, essere rincuorato di esser stato così brusco, pessimo. Avrei voluto essere rassicurato di non aver fatto troppi danni, avrei voluto parlarti e sentirti parlare per capire che cosa avevano visto i tuoi occhi, sentito le tue orecchie. Avrei voluto che rimanessi con noi il week end per guardarti e capirlo. Invece sei stato solo, col tuo calcio, coi tuoi nonni, coi tuoi pensieri, a riorganizzarti le idee e il cuore, da solo, da grande.

E poi ho detestato te, che mi fai fare questa vita di corsa, che mi hai regalato questa vita di corsa, con la quale ho costruito questa vita di corsa, che quando sono stanco mi sembra una sfacchinata orribile, quando sto correndo mi sembra una follia inutile, quando sono dentro il turbine mi sembra di essere un panno in una lavatrice. Detesto sentire che per essere felici bisogna correre, che per vivere bisogna solo e sempre muoversi, fare, inventare, mentre sarebbe così bello essere felici per quello che c'è, per come è, per come arriva. vorrei oziare, dormire, aspettare, guardare, camminare, lasciare che le idee vengano, che le giornate si inventino da sole, che scorrano rotolando distrattamente. Invece tutto è corsa, rincorsa, organizzare, prevedere, prevenire, preparare.

E poi, adesso, che sfinita dormi, col grassottello che finalmente  ha capitolato, con il diavoletto che ha trovato ancora mille stratagemmi per raccattare coccole, bicchieri d'acqua e goccine per il naso, e l'ometto che prima di addormentarsi mi ha finalmente detto che aspettava un po' di silenzio per raccontarmi i suoi 4 goals prima di dormire, ecco, ora ... non vi detesto più.
Ora ripenso alla nostra giornata e sorrido. Sorrido perchè se la vedessi in un filmino super8 muto, riderei a crepapelle dei nervosismi, degli urli, delle sfuriate, dei capricci, delle stancate. Se penso al filmino in super8 della giornata di oggi, so che quel filmino è il filmino della vita, della felicità. Il filmino di una giornata di chi ha tutto e basta dargli un momento di respiro per guardarsi indietro perchè lo capisca.  Io, ora, l'ho capito.

E' stato un week-end favoloso, amori miei.

5 commenti:

movida69 ha detto...

l'amore che si sente dentro attorno sopra e sotto a tutte queste parole fa emozionare. ma tanto. sappilo

sì. un filmino in super8 della felicità.

sono fortunati a viverti. e sei fortunato tu, a capirlo. che poi non è fortuna, in fondo. è che la felicità è una conquista. fatta (anche) di corse e affanni.

abbraccione. a tutti.

FEDERICO GHIGLIONE ha detto...

:-) un bacio...

Maria Beatrice Nava ha detto...

...lacrimuccia... :')

Maria Beatrice Nava ha detto...

...lacrimuccia... :')

Francesco Uccello ha detto...

Non ci crederai ma anche io oggi ho dedicato un post alle disavventure del fine settimana, a quelle miriadi di cose che accadono e che ci fanno incazzare da un lato e dall'altro sorridere (quando hai sbollito però).
Ce la possiamo fare!