22 novembre 2008

dilemmi di lealtà

mi dico: "bentornato a casa".
l'azzurro del mio blog, il silenzio totale che mi serve per scrivere, lo stato d'animo che cerco per farlo, costituiscono un luogo del mondo nel quale vivo bene.
eccomi di nuovo qui.
ne sono felice.
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durante gli anni di studi pedagogici e di mediazione familiare (soprattutto quelli) ho sempre sentito dire, ripetere, quasi fino all'autoconvinzione che la separazione non è la fine della famiglia, non è una catastrofe, e che le parti coinvolte sanno trovare la via per riorganizzarsi.
credo di averlo detto, pensato e scritto anche io, ma confesso di aver sempre pensato mentre lo sentivo o lo dicevo "sarà poi vero?".
in effetti lo è. ci si riorganizza, ci si abitua, si riparte.
ma il punto non è quello, il punto sta nei costi pagati da tutti. è lì che si misura l'entità dell'eventuale danno.
il traguardo di ricominciare a parlare cordialmente, frequentarsi più o meno assiduamente anche se alternandosi, permettere a tutti di avere rapporti frequenti con i familiari non può essere il punto di arrivo o di sodisfazione ma deve essere il primo step di un lavoro molto più profondo e ampio che miri a ristrutturare il "disegno del mondo" che costituisce l'universo affettivo e formativo dei bimbi coinvolti.

detto questo, quando sento il mio caro amico, che si è separato da un anno, che mi dice con una certa dose di rasserenamento che suo figlio si è finalmente abituato e ha trovato il modo di stare con lui e di stare con la sua ex-moglie, dentro di me penso che la sua strada sia appena iniziata e sia molto in salita.
lo penso perchè mi sembra non gli salti agli occhi il dato più preoccupante .
non si accorge, cioè, che il bimbo quando è con lui non parla della mamma e quando è con la mamma mente non raccontando nulla del papà.
non si accorge che il pericolo per la formazione del suo cucciolo non sta nell'avere due case e due lettini, ma è avere un papà e una mamma che si screditano a parole, fatti, gesti, silenzi, creando dentro di lui una tempesta incontrollata ed incomprensibile di dubbi, di mancanza di punti di riferimento, con conseguente carenza di appoggi, di sicurezze, di conferme.
la soluzione dei disagi pratici (due case, due lettini) che insorgono quando i genitori si separano è una cosa che a certi bimbi riesce facile ed in certi casi divertente, perchè offre loro spazi ed occasioni per rapporti più esclusivi e profondi.
quello che invece è più complesso per loro è preservare intatto ed unito il loro universo formativo, fatto di scambi, incroci, conferme, miscugli continui fra ciò che ricevono da uno e dall'altro genitore.
l'interruzione di questo enorme flusso di informazioni li porta a dubitare ogni giorno di ciò che hanno imparato il girono prima, li porta a non riuscire più a riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e avere forti dilemmi di lealtà nei confronti di due persone con le quali vorrebbero essere solidali ma che impongono loro due linee differenti.
i danni provocati da queste dianmiche sono i veri problemi della separazione con figli ed io credo che, se il divorzio è stato giustamente accettato socialmente come una conquista per l'affermazione della libertà personale, il prossimo obiettivo che la nostra cultura deve porsi per progredire e quello di insegnare ai futuri genitori a essere consapevoli di come - eventualmente - ci si separa.

consiglio:
Galli Kluzer - Separati ma genitori - Ed. San Paolo
Oliverio Ferraris - Dai figli non si divorzia - Ed. Bur

stasera l'ho presa sul serio .....

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Bentornato Rosco! Non ci lasciare più per cosi' tanto tempo....

movida69 ha detto...

già.

(bentornato)

Chiara - il Prof ha detto...

Bentornato! C'è bisogno della voce di un papà, in questa blogosfera quasi tutta al femminile :-)

MadreSnaturata ha detto...

Accidenti, quanta verità...te lo dice una figlia di separati.

il mare ha detto...

ogni tanto passo di quì e mi piace come scrivi, ho letto commossa parecchi post. su questo argomento hai detto tutto ciò che si poteva dire ed anche io sono figlia di divorziati, qualcosa l'ho vissuto mio malgrado sulla mia pelle! ciao (ti ho messo fra i miei preferiti).

MOMMI ha detto...

ehhhhhhh che dire...TUTTO vero.
e buchi grandi anche quando i genitori si parlano DAVVERO, e non si screditano, e sono solidali tra loro..credo che nessuno, se sa guardare negli occhi dei propri figli, vorrebbe mai dare loro questo dolore e questo peso da portare.
ma...a volte....semplicemnete succede.
e si riparte, come dici tu.
basta farlo consapevolmente...senza nascondersi dietro a un dito... dicendo "va tutto bene" perche' e' meglio crederci....
P.S. noi per un "ravanello" siamo finiti all'ospedale Maggiore....ho fatto fare a chi sa fare ;o)
mo9mmi