28 ottobre 2012

CIAO ....


Da quando ho i bimbi mi sono accorto che - con loro - non riesco più a salutare in maniera semplice. Non esiste più il "ciao" puro e semplice. Devo sempre aggiungere qualcosa, una postilla, un commento, un corollario, un consiglio, una raccomandazione, un vezzeggiativo, un imperativo, un'affettuosità.
"Ciao amore, ricordati di ..." "Ciao tesoro, mi raccomando ...", "Ciao cucciolo, divertiti, fai il bravo, copriti, non prendere freddo, dai un'occhiata a tuo fratello, occhio ad attraversare .....".
Quello che è peggio - poi - è che malgrado questa aggiuntina, il saluto mi sembra sempre insufficiente. Avrei voluto raccomandarmi un po' di più, verificare meglio se aveva capito, essere più rassicurante, più affettivo, meno mieloso, più fiducioso, ...... insomma più tutto e meno tutto.
Ogni saluto, ogni piccolo o grande distacco, mi fa sentire come quando si consegnava un compito in classe e - tant'è - una sbirciatina, una rilettura la si dava ancora, così per sicurezza, oppure come quando ancora oggi si scrive una mail importante ed il cursore è già sul pulsante invia, ma prima di cliccare si aspetta un attimo, si riguarda tutto per controllare che no ci siano errori.

Poi, consegnato il compito in classe, inviata la mail, salutato il figlio che va via da solo, cominciano i piccoli rosicchi d'ansia.
Saprà cavarsela da solo? saprà sopportare le sconfitte senza abbattersi, riconoscere i pericoli senza esserci già dentro, gioire delle fortune senza essere arrogante, difendersi dalle prepotenze senza esserne vinto?
Saprà già vivere questo cucciolo di uomo che guardo attraversare la strada sulle strisce davanti alla scuola, come se guardarlo lo potesse proteggere per l'ultimo minuto prima che incontri la vita? Avrà già capito abbastanza dai nostri insegnamenti per potersi destreggiare tra le fila di tutti questi personaggi di cui la sua vita si sta popolando? Sarà già capace di aggiungere insegnamenti nuovi a quelli che tenacemente abbiamo cercato di dargli come patrimonio di esperienza? Sarò capace - questa sera - a spiegargli il significato di tutte le cose nuove che gli saranno capitate, sarò capace di valorizzare quelle giuste e allontanare dalla sua testa quelle sbagliate? Sarò capace di riconoscerle, quelle giuste e quelle sbagliate?

"Ciao amore, buonagiornata, ci vediamo stasera". (ecco vedete ...)

2 commenti:

Lillibeth ha detto...

Sì, hai ragione. Questa sensazione di incompletezza l'avverto ogni mattina. Mi sembra di non averle salutate abbastanza, di averle rimproverate troppo, di aver parlato troppo e non aver ascoltato abbastanza loro. E ogni giorno mi riprometto di stare più zitta. E ogni giorno invece parlo.
Grazie per aver raccontato questa tua sensazione in modo così intimo e universale.
Elisheba

FEDERICO GHIGLIONE ha detto...

si, mi piace sottolinerare come anche i papà, quando si prendono cure dei loro bambini, incontrano emozioni e sensazioni esattamente come le mamme. il tuo commento mi conferma questa mia convinzione.
cari saluti.
Federico