19 settembre 2012

un sorso di felicità

è ingiusto che a una persona normale, equilibrata, diciamo normo dotata, non sia concesso di esultare. ti nasce un figlio? non puoi fare una corsa per i corridoi dell'ospedale urlando, sembreresti pazzo. chiudi un grosso affare? non puoi saltare sulla scrivania o correre ad abbracciare un tuo collega, saresti considerato uno squilibrato. ti arriva la telefonata che aspettavi da tanto, che ti rimette al mondo dopo anni di fatica, di sacrifici ed attese? non puoi aprire la finestra e urlare a squarciagola a tutti i passanti "Ehi senta, lei, mi ascolta? ce l'ho fattaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa", ti troveresti dopo poco additato come un poverò demente. la nostra cultura prevede l'à-plomb. la felicità, quando arriva, bisogna far finta di niente, come quando si tira su il quarto asso a poker, o quando la prof scorreva lo sguardo fra i banchi per un'interrogazione a sorpresa e sceglieva il nostro vicino o quando la bottiglia si fermava puntando la nostra preferita ed era il nostro turno. dopo 46 anni di duro lavoro per adattarmi a questo, ormai sono bravissimo anch'io e in un certo senso ne apprezzo anche i vantaggi, perchè a comportarsi così la felicità diventa una medicina a lento rilascio. lei arriva di botto, tu te la metti sotto la lingua facendo finta di nulla e lei fa effetto piano piano. organizzare il 3° Daddy Camp è stato un lavoro lungo fatto di idee, pensieri, sogni, progetti, organizzazioni, contatti, aiuti, informazioni, azzardi. alla fine tanta gente, tanti sorrisi, tutto filato liscio, il sole come reglao della fortuna e la sensazione di qualcosa che cresce e può diventare ancora più grande. e poi questo sorso di felicità, nascosto sotto la lingua, che da domenica sera mi pervade lentamente e mi quieta l'anima, almeno per un po'. .. .. .. ..

1 commento:

movida69 ha detto...

:-D che bella questa felicità che si scioglie piano ... (io comunque ogni tanto esulto di brutto, infatti sono in pochi a pensare che son "normale")

:-D