19 giugno 2008

pronto amore!

dal marciapiede della stazione il quadretto era il seguente: mia suocera sorridente al centro del finestrino, già a dettar regole, che da quando è in pensione e non fa più la prof. un po' le manca e allora si esercita coi nipoti, Samu (6,5 anni) con la faccia di quello che "si vabbè ti saluto, ora vai però che le cose sdolcinate non mi piacciono", il piccolo Alino (3,5 anni) eccitatissimo di essere sul treno ma con un faccino un po' interrogativo tipo "si il treno è bello ma mi sa che fra un po' noi andiamo via e voi due restate qui".
io e mia moglie contenti a dire frasi di incoraggiamento, a far festa a questo bel viaggetto in treno verso la campagna con la nonna (e la bisnonna che è già là ..... mioddio!!!) per evitare momenti troppo strappa lacrime o scenate del cucciolo, che sugli addii è sempre un po' triste. inoltre - non neghiamocelo - ci diamo un tono anche per cercare di restare in equilibrio tra la necessità di non sembrare troppo euforici agli occhi della nonna alla quale abbiamo sbolognato i figli per sette giorni (che meraviglia) ed il timore di far trasparire agli occhi dei nostri figli la commozione di vederli andare via senza di noi.
parte il treno. Alino abbozza un faccino triste, i nostri saluti aumentano, il cuoricino si stringe .......... e vai cavolo, non potrebbero partire un po' più veloci sti treni, sembra lo facciano apposta.
abbiamo gli occhi lucidi e non ci guardiamo per reciproco rispetto della privacy, poi ci incamminiamo verso la nostra settimana di vacanza in città, con tanto lavoro e pochi orari (finalmente), niente corse all'asilo e niente rientri a casa volanti prima che la tata se ne vada, senza orari per la cena senza nonne da chiamare per il cinema senza culetti da pulire, marachelle da sgridare, dita nel naso da rimproverare, senza pigiamini da infilare e bimbi recalcitranti da domanre per far dormire, senza vocine nella notte che chiamano, senza corpicini messi storti nel lettone alla mattina a dare fastidio ........ e gioia.
sette giorni di libertà, di vacanza noi da loro e loro da noi.
tutta salute per tutti, mi dico con mia moglie tutti i giorni..........

pronto amore, sono papà.
(Alino)ciao, quando mi vieni a prendere?
Ci vediamo domenica.
quand'è domenica? oggi?
no piccolo, è fra qualche giorno. (groppo alla gola)
vabbè ti passo la nonna.
si ciao, fai il bravo.

pronto amore, ho pensato che forse potremmo dire a tua madre che nel week end andiamo su in campagna a prender i cuccioli.
si, le ho già telefonato. le ho detto che magari potrebbero tornare giù venerdì anzichè domenica.

ecco, appunto, che qui con sto silenzio e sta casa vuota non si sa più come andare avanti e di tutta questa libertà non si sa più che farsene.
sabato portiamo i nostri amori al mare.

17 commenti:

Lenny ha detto...

:-) condivido il groppo alla gola.

Buon Mare a tutti! Io parto oggi pomeriggio ;)

Lenny

Tiziana ha detto...

Leggere i tuoi post mi fa sempre lo stesso effetto: mi fa venir voglia di mettere da parte tutto l'egoismo coltivato - volontariamente o involontariamente - in anni di singletudine e considerare l'ipotesi di rimettere tutto in discussione in nome di quell'amore sublime che e' quello dei genitori. Ma mi piacerebbe sapere se riuscirei ad essere una mamma altrettanto grandiosa...

Annarita ha detto...

Ehehehe lo sapevo dalla prima riga che sarebbe finita così :)

i treni sono bastardissimi. La prima volta che mio nipote mi ha visto materialmente partire in treno, dopo avermi salutato con la manina si è voltato verso i miei genitori e gli ha detto: Ma anche voi siete tristi che zia parte?

Amore!

apaolal ha detto...

ciao.
leggendo il tuo blog ho pensato , per prima cosa- se il padre di mia figlia fosse stato almeno la meta' di quest'uomo, nn mi sarei mai separata -
e poi ho pensato, tristemente, che il mio secondo marito sarebbe stato cosi se avessi potuto avere altri figli..
complimenti .. sei una bellissima persona.
ciao
ciao
anna paola

movida69 ha detto...

:-D

già... che di tutta questa libertà non si sa più che farsene ...

:-D abbraccio a tutti, belli che siete

Anonimo ha detto...

Venerdì sera porto le bambine in montagna con la nonna. Sento già la loro mancanza.....Giuly

lemoni ha detto...

Aaahhh...e io che mi pensavo che progettaste di fare una sorellina ai machi di casa!
Un abbraccio accaldato da Roma

Gra

Gallinavecchia ha detto...

Ci sono passata proprio di recente anche io, la picci al mare con la nonna per dodici giorni, e come te ho attraversato momenti di groppo in gola, di senso di libertà e, soprattutto, di gran vuoto. E come te non ho potuto fare a meno di scrivere un paio di post al riguardo, per certi versi molto simili al tuo. Del resto, il mestiere di genitori ci accomuna, no? ;-)

un abbraccio
Gallinavecchia

fioridiarancio ha detto...

Ciao. Il mestiere di "genitore" accoumuna anche me. E' bello leggere le esperienze dei padri.
A presto.
Fioridiarancio
http://fioridiarancio.wordpress.com/

Chiara - il Prof ha detto...

Hmmm, mi spiace, ma su questo terreno non ti seguo. Sarà che Amelia non ha mai manifestato il desiderio di tornare da noi (però è piccola, magari è ancora presto), sarà che cmq avevamo Ettore a tenerci in allenamento, ma in una sola settimana la mancanza non l'ho sentita.
Invece sapessi la fatica che ho fatto a stare separata da Mignolo 4 giorni...

ester ha detto...

condivido pienamente tutta la caterba di sentimenti e emozioni che scatena la lontananza dalle luci della nostra vita, i nostri figli.Anche noi li abbiamo "trasferiti" per un pò dai nonni, i primi giorni erano così... vuoti, vuoti di tutto, poi il ritmo del lavoro incalza e un po ci si abitua, in realtà appena ho un buco di tempo siamo noi a correre dal loro. Inoltre il fatto che siano al fresco tra i boschi mi aiuta a pensare che sia la cosa più giusta anche per loro. Adoro leggere il tuo blog, le quotidianità che condivido e il punto di vista di un papà che è molto simile a quello di una mamma. mio marito comunque è splendido, ma fa piacere vedere che non siete in pochi, così speciali.

esperimento ha detto...

Siete commoventissimi! (mi hai fatto ricordare quand'ero piccola e quanto mi mancavano i miei genitori le prime volte che venivo affidata a qualcuno. Anch'io sono sempre tornata indietro prima del previsto...)
Se non ci sentiamo prima buonissime vacanze :)

ester ha detto...

non so quando leggerai questo post, ma ripasso da qui per assegnarti un premio, per il tuo splendido blog!!!! a presto.

SimoSerpe ha detto...

Non so come sono arrivata qui...forse cliccando su un blog..poi su un altro...poi su un altro ancora :)

Devo ammettere che hai un modo di vivere la tua paternita' in una maniera fantastica..dici di essere poco presente pero' gia solo il fatto che ci pensi secondo me e' sintomo di presenza :)

Vorrei che un giorno il padre dei miei figli fosse cosi, presente come te :)

Mammamsterdam ha detto...

Certo che mi sono mancati questa settimana benedetta in Italia sola con il capo. Però il pomeriggio che mi sono ritrovata da sola sul dondolo in terrazzo, con un libro, nessuno che minacciava di buttarsi giù dal parapetto o sventrare la terra nera di un vaso sul pavimento, ho ringraziato dio per il privilegio che stavo vivendo.

Il che implica anche quello di avere due figli splendidi da farmi mancare, altrimenti col cavolo che un pomeriggio di libro sul terrazzo me lo godevo così pienamente.

eh, sono fasi.

tootsie ha detto...

scrivo un po in irtado...quando le vacanze ormai sono finite....come sono andate???

Lenny ha detto...

Rosco, ma dove sei finito????