10 febbraio 2008

quanta strada ...

c'è una lunghezza di capelli che detesto. quella intermedia tra il lungo ed il corto.
col casco non stanno a posto in nessun modo.
poi vieni il week end, non uso il casco, lavo i capelli, faccio il phon, mi guardo nello specchio dell'ascensore e mi sembro napo orso capo.
allora mi dico: lunedì vado da maurizio (il mio parrucchiere). poi il lunedì è chiuso, il casco schiaccia tutto, do la colpa a lui del mio stato pietoso e tiro avanti.
memore di questo sabato lo chiamo.
"avete mica un.... uno spazio per me".
maurizio è gentilissimo e omosessualissimo ed io faccio sempre attenzione ai termini che uso quando gli parlo. temo i lapsus freudiani. non perchè abbia pregiudizi, anzi, ma perchè gli omosessuali espliciti mi mettono un po' a disagio. esattamente come i machos espliciti, tutti tatuaggi e muscoli, oppure le femmine esplicite, tutte ammiccamenti e sguardi allusivi.
che ne so .... mi imbarazzo.

vabbè, maurizio non aveva posto, quindi vado da b***, consigliato da un amico. entro, do un'occhiata rapida, mi si fa incontro un omone serio e abbastanza asciutto nel comportamento.
che ne so .... mi sarò rilassato, .... avrò abbassato la guardia ... il suo comportamento mi avrà sviato, dopotutto per fare il parrucchiere non bisogna mica essere obbligatoriamente omosessuali - mi sono detto - ........... fattostà che dalla mia bocca è uscita la seguente frase:

"ciao, ..... avete mica un buchetto per me?"

i tre sguardi che di scatto si sono distolti dal lavoro per indirizzarsi verso di me, con un misto di interesse, ironia e compassione, mi hanno fatto provare un brivido lungo il filo della schiena, terribile.

inutile correggere, inutile tentare di indagare:
mi hanno preso per omosessuale e mi guardano come si guarda uno che ha sbagliato locale? oppure sono tre lupi mannari che non vedono l'ora di allungare i denti sul povero fringuello (....) inesperto?

b*** non fa una piega e indicandomi un collega mi dice: accomodati, ti fa subito lui (... oddio). giro gli occhi e compare luca, che con uno scatto del capo indietro si aggiusta il ciuffo, ... ha gli occhiali rossi e una magliettina nera attillata.

mi sento un povero fringuello.

luca lava i capelli benissimo e li taglia ancora meglio, ha una conversazione piacevole ed alla fine mi dice pure: "sei entrato che eri grigio, ora ti vedo più azzurro".

esco e penso: grazie luca, e scusa l'imbarazzo.

dovrò allenarmi, che ho due figli maschi e non si può proprio esludere a priori che non ci si imbatta in una situazione del genere, anche in famiglia.
ormai lo sanno tutti che non è mica una malattia o una patologia quella.
però quanta strada dobbiamo ancora fare noi papà per essere pronti a sentirci eventualmente dire: "papi, ti vorrei più azzurro" e non trattenere nemmeno una goccia d'amore verso il nostro figlio maschio che ce lo dice!?.

16 commenti:

movida69 ha detto...

ma che il mondo sia davvero più azzurro ... e rosa e verde a pallini e millerighe... in fondo noi siamo così timidi e impreparati ... è bellissimo pensare che grazie a noi, forse, per la prossima generazione sarà più importante eliminare il grigio e spolverare l'azzurro piuttosto che arrossire per le proprie, personali inclinazioni sessuali no?

bacio grazie, post tenerissimo questa volta, ma allora sei umano anche tu ... anche se poi come le racconti tu le cose ...

movida69 ha detto...

(o per quelle altrui ...)

osti... sono mamma etero bisex sarà mica un lapsus frudiano quello vero? :P

Lenny ha detto...

non mi spaventerei se i miei figli mi volessero più azzurro.

Mi spaventerei se i miei figli mi volessere più presente, più attento, più amorevole, più papà.
Perchè vorrebbe dire che con loro ho sbagliato tutto.

Se poi uno di loro un giorno dovesse dirmi che è gay, chissenefrega, sarei contento del fatto che sono riuscito a fargli capire che lo amo "a prescindere".

Lenny

Gallinavecchia ha detto...

Che bel post. E quanto hai ragione. Vale anche per noi mamme, sai? :-)

Laura ha detto...

A proposito di certi lapsus...anni fa, una mia zia, piuttosto timida, entrò in un negozio col suo bambino per comprargli delle scarpe. Discutendo con il commesso se comprare un paio di scarpe di un numero preciso o, invece, in crescenza asserì, molto compresa, che "Beh,lei sa...il pesce cresce!".
Poi non ricorda più nulla.

Alessia ha detto...

Un papà che si pone questo interrogativo è già un passo avanti... :)

lemoni ha detto...

Sei un mito...ecco la prova lampante di quanta concorrenza abbiamo oggi noi donne quando si profila all'orizzonte un bell'omo come te...che pizza ahò...

mommi ha detto...

mio figlio franci ha 10 anni e mezzo...e in effetti la maggiore o minore "azzurritudine" del genere maschile e' argomento di domande, curiosita', commenti da almeno due anni....sono molto avanti a noi, non giudicano...ma comunque la minore ( o maggiore??) azzurritudine non e' ancora consuetudine...neppure per la loro piccola nuova generzaione....
mommi

Laura ha detto...

Io mi accorgo che gli adolescenti maschi invece sono piuttosto drastici, dividono nettamente il campo, non accettano sfumature.
Dipende probabilmente dalla loro necessità di individuare un percorso ma usano seccamente termini come "checca" e simili.

Chiara ha detto...

Bah, penso che avrei meno problemi a vedere mia figlia innamorata di una brava ragazza piuttosto che di un bastardo che si approfitta di lei. Stesso discorso per il maschio, che se poi mi diventasse sarto o parrucchiere mi farebbe anche comodo... ;-)

esperimento ha detto...

Beh, in breve si potrebbe dire che ti imbarazza tutto quello che è... "eccessivo"?

Anonimo ha detto...

ciao scusa l'intromissione ma stamattina ho trovato per caso il tuo blog e siccome sto valutando di iscrivermi a scienze pedagogiche e dell'educazione (ge) con un percorso all'apparenza simile (tra figli marito e lavoro spero di riuscire, ci sto ancora riflettendo) ho pensato di chiederti qualche info, ma non trovando l'indirizzo email (non mi so muovere sui blog :-P) ti disturbo qui, scusa! Se hai voglia e tempo, mi lasci un recapito e-mail per chiederti 2 dritte? Grazieeee r.

ROSCO ha detto...

grazie per i tanti commenti.
per scienze pedagogiche l'ideale è andare in facoltà a parlare con i ragazzi che sempre si prestano a dare indicazioni sui corsi. sono la vera voce della vderità.
a genova è molto meglio Pedagogia che Psicologia.
auguri per il tuo futuro progetto.

alebegoli ha detto...

rimbalzata per caso di blog in blog sul tuo, me lo segno fra i preferiti. Post molto molto divertente e vero. Anche noi madri abbiamo di queste paure, come immaginerai. :-)

De kokende mamma ha detto...

Ti passa tutto nel momento che i tuoi migliori amici sono tutti omosessuali, come accade a me da un tot di anni.

E allora non ti poni più il problema. Anzi, sono ben altri i termini che cominci ad usare e tutti del genere pane al pane e vino al vino.

Davvero, non farti troppi patemi (si, lo so, facile dirlo) e parla come ti pare, che se sei spontaneo e non ti preoccupi dei secondi fini di chiunque, la cosa si capisce e nessuno pensa a male.

Te lo dice una svampita dalla nascita, dico le cose peggiori senza rendermene conto se non a posteriori, e solo di rado qualcuno mi confronta con questo.

Comunque, se vuoi venire a farti un giro di svezzamento politically correct ad Amsterdam....

Ciao,
Mammamsterdam

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie