16 dicembre 2006

Deg

Ok Deg, se è questo che il destino vuole, cercherò di dimenticare il male che mi hai fatto e tornerò ad essere tuo amico. O almeno ci proverò.
Passi che dopo la tua separazione ti sei risposato con la sosia di mia moglie, che quando me l’hanno fatta vedere in foto mi è venuto un colpo, passi ancora che il tuo primo figlio (Alberto) è nato proprio il giorno del compleanno del mio grande (Samuele) e che quindi per sempre ad ogni compleanno i nostri comuni amici non sapranno a che festa andare, ma ieri – accidenti - è nata la tua piccola (Arianna) e ieri era il compleanno del mio piccolo (Alessandro)!.
Che dire. Questo è il destino che chiama, che si ribella al fatto che la nostra amicizia si sia interrotta …. Perché non è finita, caro Deg, l’ho solo interrotta, perché non potevo più sentire così male.

Cercherò di non ripensare che dopo 30 anni di amicizia, non so quale percorso mentale, ti ha portato a credere – e forse purtroppo lo pensi ancora – che il tuo primo matrimonio sia finito non perché tua moglie ti ha tradito e lasciato per un altro perché non gli piaceva vivere con te, ma perché io, un famoso giorno di 20 anni fa, ti ho dato un consiglio sbagliato. Apposta! ... per farti fallire e sentirmi migliore, e cioè mi accusi di averti consigliato di continuare a stare con la tua, di allora, fidanzata (poi divenuta tua moglie) anziché lasciarla e fidanzarti con una ragazza della tua Università, della quale ti sentivi innamorato.
Cosa ti è successo nella testa per architettare una cazzata del genere io non lo saprò mai, perché hai fatto pagare me anziché farti un esame di coscienza non lo capirò mai. Si va be, lo so che dare la colpa agli altri è molto più facile e in un certo senso rassicurante, ma io ero, e sono, quello che per 30 anni hai sentito e visto tutti i giorni, quello del subbuteo, delle partite del Genoa, dei giri in bici a scoprire le stradine, delle vacanze, dello sci, della scuola, delle prime fidanzate, delle feste, degli amici (i fratelli), della macchina comprata insieme e pitturata con le fiamme, delle discussioni sul matrimonio; sono anche quello che quando quella stronza della tua ex moglie ti ha praticamente proibito di vedere noi “fratelli” per tutto il tuo matrimonio, non ha mai smesso di telefonarti, di invitarti, di cercare di convincerti a non lasciare il gruppo, e sono quello che quando ti sei separato ha passato la sua vacanza in austria attaccato al cellulare con te mezz’ora al giorno per sentirti piangere, quello che una sera ha preso 500.000 lire di multa per correre da te in crisi per la separazione. Sono quello che ti ha fatto conoscere cosa volesse dire affetto familiare, facendoti diventare un membro della mia famiglia, dove raccoglievi più coccole di quante ne raccogliessi nella tua, ed io lo sapevo e ne ero contento e tu lo sapevi e venivi sempre in casa, e tutti ti chiamavano affettuosamente Deg, mentre tua madre ti chiamava Daniele e tuo padre ti parlava solo per criticarti, dove mia sorella ti baciava quando arrivavi mentre a casa tua non hai mai avuto una carezza.

Beh, proprio io, che un anno fa ti ho sentito dire “non ti preoccupare ti perdono” a conferma del fatto che quel coglione del tuo analista ti ha lasciato elaborare un sentimento distruttivo nei miei confronti anziché aiutarti a elaborare un doloroso ma necessario percorso di autocritica, beh proprio io che per non farmi più ferire da te ti ho stoppato dicendoti di non cercarmi più perché da me non meritavi più niente, proprio io, ….. il coglione che non smette mai di credere nelle persone, il coglione che non riesce a capire che ci sono persone che sono così fragili e deboli che possono fare del male a stargli vicino, proverò a riaccoglierti nel giardino dei miei sentimenti.

Cominceremo raccontandoci dei nostri 4 figli, che ci hanno fatto lo scherzo di nascere nello stesso giorno, poi semmai ti confesserò che non ho mai avuto il coraggio di buttare via il biglietto di un regalo che mi avevi fatto per far pace (squadra di subbuteo Genoa logicamente, testo “A fede l’altra parte della mia squadra del cuore”) ma che non avevo accettato come scusa, perché non avevi gli occhi da amico.
E poi vedremo.
A presto amico mio.

6 commenti:

franci ha detto...

... e tu sapessi quanto mi è dispiaciuta la rottura di questa amicizia! Sono felice di questo sfogone e avrei davvero piacere che un qualche uccellino gliela facesse leggere a Deg... che è sempre stato un carissimo amico per tutta la nostra famiglia e non so chi cazzo gli abbia messo in testa certe idee folli. Il nostro affetto per lui è sempre stato sincero (il tuo poi non ne parliamo!) e vederlo così malinteso fa male anche a me.
Caro Deg, dove sei finito? Torna quello di sempre e vedrai che gli amici sinceri sono sempre lì come un tempo. Viva l'AMICIZIA.

pm10 ha detto...

"proverò a riaccoglierti nel giardino dei miei sentimenti. "

fallo solo se sei sicuro che sara' un lavoro a senso unico, cioe' tutto tuo, perche' lui credera che gli sia dovuto, dopo averti perdonato.
e mi auguro di no, ma se verranno altre delusioni te le sarai solo andate a cercare.
perdona la franchezza, ma spesso le gente non si merita di essere trattata meglio di come loro trattano il loro prossimo.

ROSCO ha detto...

mio padre un giorno mi ha citato una frase celebre: se vuoi fare qualcosa per qualcuno assicurati prima di essere in grado di sopportarne l'ingratitudine.

ieri ho fatto una mail a daniele e non mi ha ancora risposto.
brutto segno.....
peggio per lui .... che devo dire?!

rosco

franci ha detto...

Fede, spero in bene! Semmai vorrà dire che ci hai provato per l'ennesima volta. Poi basta, però!

ROSCO ha detto...

......... sto alla finestra ... non posso perdere niente di più di quello che ho già perso.

p.s. che fai sveli il mio nome!!!!

scherzo fux ....

rosco

Diamanterosa ha detto...

Strani elementi, gli amici. Potrei fare un trattato, in proposito. Non mi sono dimenticata della tua musica, sai? Appena ho cinque minuti ti spiego come si fa.
Comunque, la mail, hai fatto bene a mandarla. Nonostante.