15 novembre 2006

il muro

L’altro giorno durante il corso di specializzazione in Mediazione Familiare osservavo da dietro il vetro una coppia separata. Molto litigiosa. Erano state inviate dal Giudice che chiedeva al nostro Centro una perizia.
La madre per spiegare alla Mediatrice la situazione dei suoi figli continuava a dire che la loro vita era caratterizzata da un grande muro, ogni tanto vivevano da una parte, con lei, ogni tanto dall’altra, con il padre.
Beh quel muro l’hanno edificato lei con suo marito – con i loro litigi - e lei pareva non rendersene conto anzi pareva attribuirne la responsabilità al marito che aveva voluto la separazione molti anni prima. E’ apparso subito evidente che la sua strategia fosse quella di alimentare questa situazione per accentuare le responsabilità del marito, così si è appreso che ai figli non è permesso parlare del padre quando sono con lei, non gli si può telefonare eccetera. Il padre per reazione, alimentando il circolo vizioso, si scopre che cade spesso nella tentazione di “interrogare” i piccoli su quanto è stato detto dalla madre su di lui e di criticare e sconfermare appena possibile quanto deciso dalla ex moglie.
Questi piccoli si sono così trovati di fronte a enormi dilemmi di lealtà nei confronti dei genitori. E soffrono.

Al di là della lettura “tecnica” dei rapporti fra gli ex coniugi, da smontare e ricostruire per il bene dei piccoli, mi è rimasta per giorni nella testa l’immagine di questi piccoli con il mondo diviso in due.

E’ così, il mondo dei bimbi è costituito dai genitori, o meglio la struttura portante è formato dai rapporti affettivi con loro. Se questo mondo è diviso in due parti conflittuali nasce una contraddizione interna che nega ad ogni piè sospinto ciò che è appena stato creato. Come la tela di Penelope, fatta e disfatta ogni giorno.
Che persone crescono da un disastro così?
Come si fa a non capirlo?
Che livello di odio ci deve essere tra due persone per non riuscire ad andare oltre il conflitto personale in nome dei propri figli?

Non è la separazione in se che crea danno. Quella semmai obbliga tutti ad un periodo faticoso di riscritttura dei rapporti e degli equilibri familiari. Quello che crea il danno è quando le due parti del “mondo” si fanno la guerra, disfando la tela della vita dei figli in comune.
E’ quello il reato cara signora e caro signore. Sono anni che ogni giorno appoggiate un mattone sul muro che spacca le certezze dei vostri figli. I mattoni sono le critiche, le disconferme reciproche, l’incomunicabilità creata ad arte, il parlare male ai bambini del loro papà e della loro mamma.
Tutto per il gusto di giocare alla Guerra dei roses voi due.

Avete da lavorare tanto, cari miei, e speriamo bene per i vostri figli.

7 commenti:

Laura ha detto...

Non è, comunque, un gusto La guerra dei Roses...e ci sono giorni in cui è veramente difficile far prevalere l'amore per i figli e non perdere il filo dell'equilibrio. Anche perchè l'altro continua a buttarti giù.

Chiara ha detto...

Il problema più grosso è: a questo punto, quante probabilità ci sono di "recuperare" questi bambini, se questi genitori rinsavissero e ponessero fine alla loro guerra personale? Spero tante, ma temo poche :-(
Un saluto e complimenti per il blog: appena abbiamo un po' più di pace, mi piacerebbe molto farlo leggere a mio marito.
Ciao
Chiara

pm10 ha detto...

molto spesso le coppie sono squilibrate gia prima di separarsi. e magari rimanendo assieme il muro c'e'e lo stesso, per rinuncia alla comunicazione, o solo perche uno dei due e' piu' introverso e non sa come comunicare con sua figlia.
una coppia apparentemente normale e non squilibrata che da fuori pare tenere, ma che dentro e' fatta di silenzi di rinuncie alla comunicazione non credete che possano fare meglio ai figli, rispetto a una coppia litigiosa in cui e' piu' facile vedere quello che succede.
i piccoli hanno bisogno piu' dei grandi di feedback, perche' da grandi , con il senno di poi si capiscono cose che da piccoli nonsi vedevano nemmeno, perche' da piccoli si cresce con una "normalita" e la si ritiene normale, e ci si adatta, solo dopo vedendo altro si cpaisce che puo' essere diversa la vita.

quanto bisogna essere bravi comunicatori per separarsi civilmente? molto, e se si era cosi bravi a comunicare, si sarebbe potuto separarsi consensualmente senza lotte, senza ripicche, senza arrabbiature che si ancorano cosi in fondo al cuore e all'anima, che poi portano le persone a cancellare totalmente quello che e' stato un compagno per anni, a volte decenni, e il padre o la lamdre dei propri figli.

my 2 cents

ROSCO ha detto...

una coppia che riesce a mantenere una buona atmosfera in casa per amore dei figli malgrado i problemi di coppia è una coppia di buoni genitori, che nell'eventualità della separazione, si separerà bene.
rosco

Anonimo ha detto...

la realtà però è sempre più difficile dei bei pensieri e delle belle teorie

ROSCO ha detto...

la realtà di chi separa è dura e difficile. ma la vita dei propri figli deve essere difesa a spada tratta e chi riesce a ricordarsi le belle teorie spesso riesce a riorganizzare la vita familiare in maniera accettabile.

peccato che mi scrivi da "anonimo".
ciao
rosco

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu