12 ottobre 2006

l'orco scoreggione

la nostra pediatra è un'ottima pediatra.
da quando l'abbiamo scelta non l'abbiamo più cambiata. essenziale, veloce, gentile, modo di pensare spartano. va bene per noi.
samuele 5 anni la adora. ogni volta che lo abbiamo portato, è andato tutto bene. da piccolo le mentine, poi man mano che cresceva i complimenti di come era cresciuto, di come era bravo a spogliarsi da solo, di come si lasciasse guardare in gola, lo hanno fatto innamorare di questa donna che oltretutto non è proprio una meraviglia: è un pò grossa, è un sbrigativa e ha un vocione niente ammaliante per un bimbo.
io quando sono con i bimbi vedo e guardo il mondo con i loro occhi, quindi Samuele ormai me l'ha fatta vedere come una fatina gentile.
quando è nato alessandro (2 anni) abbiamo portato anche lui. ricordo che quel giorno (anzi da quel giorno) è toccato a me andare con i due nanetti dalla dottoressa. nella sala d'aspetto giochi, caroselli, risate, buon umore, quand'ecco che la dottoressa apre la porta a vetri della sua stanza, fa uscire i bimbi del turno precedente, Samu si volta verso di lei con un sorriso e lei prorompe in un'espressione di giubilo "avanti i miei due ometti".
a quelle parole pronunciate con quel vocione alessandro prende un bel respiro e comincia a urlare come un'aquila manco avesse visto il demonio. lacrimoni, urli, braccia al collo. sorrisino mio a minimizzare, sorrisino di lei comprensivo, alessandro rallenta per un secondo gli urli, alla sillaba successiva pronunciata dalla dott. altro urlo di terrore.
insomma capisco che ad Alessandro fa paura la voce della dott. e comincio a ridere perchè dopo un po' il fatto è diventato chiarissimo (almeno a me): parola della dott. - urlo, silenzio della dott. - fine degli urli.

durante tutte le visite che si sono succedute in questi due anni, è sempre la stessa cosa. quando la dott. parla Ale urla, quando lei tace lui smette. Peccato che lei per minimizzare gli parla, quindi lui ri-urla. Non ha capito un cazzo.
Siccome guardo il mondo con i loro occhi, quando la dott è con Samu mi sembra un angelo gentile, quando è alle prese con Ale mi sembra un Orco.

E veniamo all'altro giorno. solita scena, si apre la porta, urli e strepiti. comincia Samu. tutto liscio, Ale in braccio con i lucciconi, a urlare a tempo di Orco. poi sotto Ale, gli urli si fanno grida di terrore, la dott. che non ci arriva, lo rabbonisce terrorizzandolo con frasette da Orco. compare l'abbassa lingua di legno, Ale lo morde, lo prende in mano e lo sbatte per terra urlando senza respirare, la dott. si china su di lui per tenerlo più fermo, vuole guardargli l'orecchio con quel coso che si illumina, Ale scalcia, tira pugni, e piange. La dott. si china di più, ha un culone enorme che ondeggia nel tentativo di bloccare il satanasso e infilare l'occhio dietro la lente per guardargli l'orecchio, quand'ecco che PUFFFFF, un terribile odore di cacca invade la piccola stanzetta. Samu ride, "Ale ha fatto una puzza" . La dott. molla la presa, (Ale respira) si tira su e commenta esausta con voce da Orco gentile "sei un monello e sei pure un puzzolone" .

eh no cara.
eh no caro Orco.
io sono un papà del 2000, che vive da 5 anni nei pannoloni. saprei riconoscere l'odore di cacca dei miei figli in mezzo a una discarica di Napoli.
questa, caro il mio Orco, è una puzza uscita dal tuo culone mentre seviziavi il mio povero Ale per guardargli nell'orecchio.
quella mossa di Wresting che ti sei inventata per immobilizzarlo ti ha fatto fare uno sforzo di troppo e ti è partita una bombetta che ha saturato la tua piccola caverna di Orco scoreggione.

Vabbè. Faccio finta di niente. rivesto il piccolo Ale quasi in fin di vita (per la puzza) sorrido all'Orco per rinnovarle la mia fiducia malgrado il "regalino" finale, fingo di non vedere Samuele che saccheggia la sua scatola con le mentine ed esco.

Amore cosa ha detto la dott.?
Che Ale ha il naso che cola ma forse perchè piangeva, e la gola rossa ma forse perchè urlava. dell'orecchio non ha detto niente. Ah Samu ha il ciuffo un po' più biondo, la dott. gli ha fatto una meche.

a dicembre si replica, speriamo che l'Orco non mangi pesante.

02 ottobre 2006

ho spento la TV

Dieci anni fa ho spento la tv.
E’ inutile criticare una cosa e poi rimanerci dentro. Si perché la TV è un mostro nel quale si entra. Non gli si sta davanti.
Ho cominciato perché la sera andavo a letto ed ero nervoso, insoddisfatto, frustrato. Quando poi ho conosciuto mia moglie, lei si è lasciata portare in questo bel viaggio fatto di serate con la radio accesa, di discorsi fatti insieme, di silenzi di musica ed è diventato il nostro stile, la nostra vita.

Le prime avvisaglie le avevo già avute molto tempo prima. Ricordo che avevo stabilito che non avrei mai visto Dallas, dopo aver visto la prima storica puntata. L’ho fatto.
A scuola ero considerato un deviante, un mostro, uno sfigato, un reietto, uno out. Non sapevo i nomi dei protagonisti. Ero fuori dai commenti. Ricordo anche che avevo deciso che non avrei mai visto una telenovela in generale, così niente Sentieri (credo fosse l’85) e tutte le altre a seguire.
Continuavo a guardarla con mio padre, col quale ai tempi vivevo, che la amava di più. Allora con lui diventava un modo per stare insieme, guardavamo Arbore. Quello mi piaceva, lo registravo, come mi registravo le mitiche puntate di Colpo Grosso (quanta gnocca! mamma mia) ma quelli erano i tempi del …. Fai da te …. ☺

Adesso non la guardo proprio più ed è una liberazione. Si va be, qualche partita (sempre meno) qualche volta Zelig (quasi mai) o qualche volta i goals (quasi più). Ma quel che conta è che a casa non c’è assolutamente l’automatismo che, finita la cena, fa accendere la TV; i miei figli la guardano solo per le cassette e quando sono finite, il grande mi dice “papà possiamo spegnere?”. Ma certo amore mio, spegniamo così cresci bene e libero da tutte quelle cazzate. ..… finchè dura.

Ricorderò sempre la risata ironica e goduta che si faceva la nonna Ada, sorda come una campana, quando le dicevo urlando. “Nonna non ti preoccupare di non sentirci, intanto diciamo un sacco di cazzate”.
Con la TV è uguale.