27 marzo 2013

Coccodrilli e baci


Ci sono cose che un figlio non deve sapere.
Che mica tutto quello che decidono i genitori deve essere spiegato! Eccheccavolo, vabbè la trasparenza, vabbè l'educazione condivisa, vabbè la pariteticità, vabbè tutto, ma certe cose no. Certe cose vanno lasciate lì, a mezz'asta, dette e non dette, che mica abbiamo sempre voglia di far passare al setaccio tutti i motivi delle nostre decisioni.
Così stamattina, mentre mi facevo la barba, ho atteso come un coccodrillo che Samu (11) commettesse un errore, il più banale, per sentenziare: "Stasera dal nonno non ci vai".
"Non me ne importa niente che quando c'è una partita "è un rito" andare dal nonno, e neppure che te l'ha promesso e gliel'hai promesso. Il fatto è che non si parla così alla mamma appena svegli e anche se ci si sveglia con l'umore inverso non è bello che in casa ci sia uno di noi che tratta male gli altri di prima mattina.
Già ieri sera con la questione della valigia da fare per il week end a sciare invitato dal tuo amichetto mi hai fatto inversare l'umore, che sembra tutto dovuto, che ti comporti come un principino, che fai tanto lo sbruffone ma poi quando c'è da dimostrare di essere indipendente, sei li a lamentarti che non trovi tutto fatto".
"Fede, che c'hai stamattina?" (moglie).
"Non ho niente". ... che certe cose nemmeno alle mogli vanno dette, sennò poi scoprono i tuoi nuovi punti deboli e sei fritto.

Ho che questa settimana lavorerò tanto e tornerò tardi la sera e vedrò i miei piccoli troppo poco. Ho che oggi è già Martedì e se domani pomeriggio Samu parte e sta via per tutto il fine settimana, io non lo vedo per un sacco di giorni. Ho che se almeno stasera non ce l'ho vicino mentre mi guardo la partita, e non me lo posso un po' coccolare, e non posso un po' sentire i suoi commenti appassionati su Balotelli ed El Sharawy e non posso vederlo sorridere raggiante ad ogni azione dell'Italia, so già che mi mancherà l'aria per tanti giorni. Ho che se stasera non faccio la scorta di Samu, io sento che mi mancherà troppo. Ho che quindi stasera a calcio lo vado a prendere io, come un innamorato che vuole vedere ad ogni costo il suo amore e mendica ogni istante della sua presenza. Ho che ho voglia di vedermelo arrivare incontro per portarmelo a casa e pregherò che arrivi su dalle scalette del campo con un sorriso e non con il broncetto incavolato perchè gli ho fatto saltare il programma col nonno. Perchè stasera ho bisogno del suo sorriso, dei suoi sorrisi, dei suoi occhi da cerbiattino, dei suoi capelli a spazzoletta perchè devo farne scorta, che poi lui parte e ogni volta che lo fa già mi fa capire che lo rifarà, e lo rifarà sempre più spesso, perchè sta diventando grande e diventerà sempre più grande, ed io non sono pronto, non mi sento pronto, forse non lo sarò mai.

Ecco cos'è che un figlio non deve sapere. Perchè quando un figlio parte bisogna che senta lo slancio dell'incoraggiamento e non la malinconia dell'assenza.
Magari quella la vede, la capisce, la sente, ma la tiene per sè, ... che certe cose un papà non le deve sapere.

20 marzo 2013

Sorrido al mondo


A volte io mi fermo / qualsiasi cosa faccia / un piccolo pensiero si stacca da me / lo vedi trasparente / alzarsi sopra i tetti / sfruttare le correnti / per raggiungere te / e non ha bisogno di sapere / dove andare

Io faccio / la vita / di sempre / ma in ogni gesto metto il tuo ricordo / sorrido al mondo / aspettando un giorno / di riaverti accanto / e parlo / con te / ogni sera / e ti racconto che qui è primavera / che ho molta cura di me stesso / e quel che mi hai dato tu

Spesso mi fermo al mare / c'è ancora poca gente / non faccio quasi niente / mi siedo e resto lì / ma nel segreto di un silenzio / ti sto chiamando

Io guardo lontano / più forte / da qualche parte so che mi risponde / un tuo saluto / e il tuo ricordo si fa spina nel fianco / e parlo / con te / ogni sera / di piccoli progetti senza fretta / spalanco il cielo / è luna piena / e stasera vengo da te

18 marzo 2013

La nonna americana




Lo so, avrò nostalgia di questi giorni, di questi anni, di questa mia età, di questa vostra età.
Dopo giornate come queste, dopo week end come questi, dove vi ho avuti addosso, a letto, di fronte a mangiare, di fianco a fare i compiti, sopra a fare la lotta, sotto a tagliare i capelli con la macchinetta, nella stanza a fianco a far troppo rumore perchè io potessi riposare, o a fare ridicolamente piano per permettermi di finire una telefonata, ma invece eravate rumorosissimi e scemissi a ridere urlandovi sottovoce "Shhhhhhhhhh piano che papà è al telefono", dopo che ho preso acqua e freddo per guardare una zuffa tra bimbi che avrebbe dovuto sembrare una partita di rugby under 10 e dopo che ho preso altrettanta acqua e altrettanto freddo per assistere ad una zuffa tra genitori che avrebbe voluto assomigliare ad una partita di calcio under 12, dopo che ho fatto una doccetta con shampoo e balsamo a un cinghialetto sgusciante, con phon e pulizia orecchie che è sembrata una lotta per poi ritrovare il suddetto cinghialetto felice di nuovo sotto la doccia con i fratelli grandi a ridere dello scherzo che mi aveva fatto. Dopo tutto questo e molto altro ancora, mi resta addosso una felicità mista a malinconia che sembra la somma della gioia di avere avuto tutta questa meraviglia da vivere e avere la sensazione che sta passando e presto sarà un ricordo e forse un giorno sarà uno di quei ricordi che mi aiuterà a vivere sorridendo.
Ora che dormite, nelle vostre camerette ripulite da tutti i giocattoli rotti, da tutti i vestiti piccoli tolti dai cassetti, dalle centinaia di oggetti strampalati nascosti con attenzione negli angoli più nascosti dell'armadio "Così mio fratello non me li prende", e dopo mille contrattazioni per capire se davvero l'oggetto rinvenuto era di un qualche valore affettivo o se non fosse una "rumenta" dimenticata e quindi cestinabile, mi ascolto questa canzoncina assurda ma felice che mi avete trionfalmente presentato sul ipad di casa e penso che mi ricorderà per sempre la vostra gioia, la vostra acerba freschezza, la mia vita felice, la nostra vita felice.
Ora che dormite, posso finalmente scrollarmi di dosso la rabbia per quello che mi ha disubbidito, per quell'altro che mi ha risposto o per quall'altro ancora che sta diventando un bel caratterino e ad ogni "no" fa volare la prima cosa che gli passa per le mani. Ora che dormite, posso togliermi il cappello da papà che deve tenere il punto, e mi lascio pervadere da questa gioia malinconica che mi fa sentire come quelle nonne americane vestite di celeste che passano le sere a piangere guardando le foto dei figli attaccate alle pareti.

Sdolcinato e languido, così senza ritegno. Ma si, che me frega ... tanto il mio blog ancora non lo leggete.

Ora che dormite e mi avete regalato, senza saperlo, un altro mattoncino da mettere nella mia vita felice, sto qui a sentire e risentire questa canzoncina fresca e gioiosa per cercare di fissare nella mente e nella memoria tutta questa felicità che siete e mi date, per non ritrovarmi un giorno a pensare di non aver capito fino in fondo l'immensità di tutto questo, per non aver vissuto fino in fondo questi momenti unici, per non aver capito, che la vita è adesso.
........ ecco, ci mancava Baglioni. Toccato il fondo, posso andarmene a letto, va.