10 ottobre 2011

A nanna col dubbio


Week end tra uomini, che mia moglie ha lavorato quasi tutto il tempo e ho dovuto gestirmi i bimbi (10, 7, 1) e tutti i loro mille impegni sportivi.
Ora che tutti dormono, finalmente solo, posso ripensare ai sorrisi d'amore, agli urli e le sgridate, ai litigi tra loro, ai dispetti innocenti, alle gelosie maligne, alle risate, ai baci, agli abbracci, ai contatti cercati, agli scontri involontari, alle mediazioni per decidere, ai capricci per affermarsi, alle esultanze per le vittorie, ai bronci per le sconfitte, ai loro esperimenti di autonomia, ai loro stratagemmi di amicizia. E ai miei errori.

Passare 48 ore con tre cuccioli, immersi nel loro mondo di amicizie e frequentazioni, è come essere travolti da un uragano di emozioni che, come tutti gli uragani, mentre passa ti fa chiudere gli occhi, trattenere il respiro e abbassare la testa per sopravvivere, ma poi, una volta che è passato, ti lascia addosso tutto quello che ha sollevato. Felicità di averli guardati vivere, stanchezza di averli dovuti sopportare nel loro ancora grezzo equilibrio, preoccupazione di essere riuscito a sotterrare, celare, mascherare la rabbia che tutto questo uragano spesso ti scatena.
Cosa sarà rimasto di me oggi? Avranno fatto più effetto i mille tentativi di essere affettuoso, comprensivo, didattico, educativo, oppure avrò rovinato tutto con quelle tre sbottate che mi sono sfuggite con tono troppo iroso quando alla quarta volta che lo chiamavo per fare i compiti, Alino (7) non si era ancora schiodato dal divano, oppure quando Samuele (10) malgrado le raccomandazioni di stare attento e non giocare a pallone nel posteggio si è fatto cadere il pallone in mezzo alla strada o quando il Francesco (detto Piti 1), nel suo continuo esplorare, stava per bersi tutto il liquidino anti-zanzare attaccato alla presa elettrica?

Ecco, stasera che sono esausto e felice per aver passato due meravigliosi giorni con i miei cuccioli, sono sicuro di aver ricevuto gioia ed energia sufficiente per poter affrontare i prossimi giorni di ufficio e di rotture, ma mi piacerebbe sapere se il bilancio anche per loro è così positivo.
Dubbi di padre, dubbi di genitore che mi terrò e con i quali andrò a dormire.

Forse però, anche loro, alla fine della giornata qualche dubbio ce l'hanno. Soprattutto Alino (7) che mentre lo baciavo per la buona notte mi ha chiesto: "Papus, ma oggi sono stato bravo o cattivo?".
"Sei stato una meraviglia amore mio".
"Ma una meraviglia vuol dire bravo?"
"Vuol dire molto di più, vuol dire bambino stupendo".
"Ah!"