23 settembre 2008

mi fai le coccole, tantissimissimissime?

quando vedo le due testine dei miei cuccioli appoggiate sul cuscino e sento le loro vocine che mi dicono "papi mi fai le coccole?" capisco che forse il nostro messaggio d'amore è passato.
il piccolo Alino - quasi 4 anni - è senza ritegno: "papi mi fai le coccole, tantissimissimissime?" e non c'è sera che non me ne vada senza che lui mi dica "no, non andare via, ancora un po' di coccole". samu - 7 anni spaccati - invece è più silenzioso, lui è grande, ma se le cucca che è un piacere, con anche qualche richiesta un po' più raffinata:"nella schiena papi", oppure mi prende la mano e ci appoggia la sua guancia sopra e me a tiene stretta perchè non la tolga.

ok, mi dico, missione compiuta!.
non potete fare a meno dell'amore, del calore, del contatto, conoscete il linguaggio della tenerezza, sapete chiedere, avete fiducia di ricevere, vuol dire che le vostre sinapsi affettive sono aperte, libere, attive, ingorde.
saprete amare.

quando ero ancora un ragazzo, ricordo di aver pensato spesso che i casini più grossi li avevo trovati nelle persone che non erano state amate.
ricordo di aver stilato e ideato uno dei classici dogmi che si poducono verso i 18 - 20 anni, quando cioè si comincia a capire qualcosa ma non si è ancora capito niente (ma a volte si azzecca). dicevo: "un genitore può fare tutti gli errori del mondo e sono quasi tutti perdonabili ma ce n'è uno imperdonabile, quello di non dare amore ai propri figli".

ebbene mi prendo la responsabilità di dire che almeno la seconda parte dell'aforisma è esatto.

poi possiamo spendere cento milioni di parole per disquisire sul significato vero del "dare amore".
mi limiterei a dire che non è sufficiente "amare" ma occorre "dare amore", cioè conoscerne i linguaggi, diversi per ogni età e per ogni tipo di bambino, utilizzarli ed insegnarli.
amare e basta invece, è qualcosa di muto, di interiore per chi ama, poco fruibile per chi desidera essere amato.

insegnare il linguaggio dell'amore è ciò che crea nei bambini la meraviglia del "saper chiedere" e l'incanto dell'"avere fiducia di ricevere", la serenità cioè nel mostrare la parte fragile di se che ha bisogno di conforto, e la certezza interiore che ogni richiesta troverà una risposta.
insegnare il linguaggio dell'amore è l'unica missione che un genitore non deve fallire ed imparare a farlo non è poi così difficile. basta provarci, riprovarci e riprovarci ancora, tutti i giorni, tutti i momenti, tutti gli istanti, tutta la vita.
alla fine questo fiume d'amore che abbiamo dentro sicuramente una via per liberarsi e inondare il mondo la troverà.