11 marzo 2008

lavori in corso

un giorno, durante una lezione di filosofia dell'educazione il prof. ha chiesto quale fosse per noi la differenza tra la pedagogia e la psicologia.... così .... tanto per fare una domandina facile.
la risposta non arrivò subito.
lui allora cominciò a filosofeggiare che tutti noi rimanemmo a bocca aperta, fino a giugere al potente concetto che una domanda non deve chiamare necessariamente una risposta, una domanda va "abitata". bisogna cioè starci dentro fino a che tutte le possibili risposte non emergono facendo così prendere corpo alla nostra idea di risposta.
figo, mi sono detto !!!!
ammetto di avere anche pensato che a volte la filosofia assomiglia tanto al comico, infatti non sono riuscito a non farmi ritornare alla mente la famosa frase che ho sentito una volta da mio cugino che mi diceva: quando ti senti finito in un tunnel, arredalo.
stupenda anche questa !!!

vabbè, abitando sta domanda da cento kg, le risposte sono cominciate ad arrivare. la più convincente che ho trovato è che la pedagogia sia costruttiva, mentre la psicologia è ricostruttiva.
intendo dire che quando si fa un intervento su base psicologica, molto spesso si interviene per cercare di rimediare ad una distorsione del percorso formativo ed educativo di una persona, mentre quando si parla di un progetto pedagogico si sta cercando di costruire o ipotizzare un percorso formativo ed educativo possibilmente ideale per le persone a cui è dedicato.

in soldoni, tutte le volte che facciamo i genitori e decidiamo su due piedi che cosa dire o non dire, che cosa vietare e che cosa permettere, che cosa consigliare e cosa scoraggiare noi stiamo dando corpo al progetto formativo che abbiamo immaginato per i nostri figli. in quel momento siamo dei pedagogisti.
tutte le volte che cerchiamo di capire che cosa cavolo possa mai essere successo a quel bambino che si fa ancora la pipì a letto malgrado sia grandicello, o a quell'altro che picchia tutti e non riesce a stare attento a scuola, oppure a quello che non riconosce l'autorità o che invece non guarda mai negli occhi il suo interlocutore, in quel momento dobbiamo attingere a conoscenze di psicologia scoprendo poi che le piccole o grandi degenarazioni dei comportamenti dei bimbi (o degli adulti) trovano origine in un percorso pedagogico, fallito, insufficiente oppure semplicemente disattento.

mi sono fatto l'idea che sia molto più utile, per i papà e le mamme normali (e cioè senza velleità o necessità professionali ma solo genitoriali) approfondire temi pedagogici piuttosto che quelli psicologici.
dentro i libri di pedagogia c'è un mondo pieno di speranze e progettualità che travolge ed investe tutti noi quando abbiamo la fortuna di avere dei bimbi, ma verso il quale siamo tanto appassionati quanto impreparati.
lo so che nelle riviste viene sempre voglia di leggere gli articoli dello psicologo nella speranza di capire a cosa sia dovuta qualche nostra deriva mentale, ma vi assicuro che un libro di pedagogia vi farà scoprire dentro di voi un terreno fertilissimo che nemmeno immaginavate.

la figata ora sarebbe avere qualcosa da vendervi ...... hi hi hi ..... qualcuno ci cascherebbe .....

buona ricerca pedagogica.