28 settembre 2007

sono felice

l'altro ieri mi sono laureato. a 41 anni. e sono felice.

mi ricordo ancora quando tre anni fa, d'estate, con quella fregola che mi prende quando mi annoio, stavo cercando nella mia testa qualche stimolo, qualche progetto, dove incanalare le mie energie.
avevo appena preso la patente nautica, studiando la sera e mi era molto piaciuto studiare anzichè guardare la televisione. andavo a letto più appagato e più rilassato.

così in una libreria ho preso la guida alle Università e mi sono messo a cercare.
Ho scelto Pedagogia. Mia moglie mi guardava interrogativa. Mille volte io mi lancio ma non sempre poi parto davvero. Ma questa volta si.
Tornato dalle vacanze, iscrizione, libri, comunicazione a mio padre - che è il mio socio di lavoro (che mi ha guardato come dire "Sto pensando che è una delle tue sparate ma non te lo faccio capire che lo penso sennò ci rimani male") e patto con mia moglie la quale con la sua proverbiale grinta mi ha detto "Ok, però la si fa veloce" ed io a pensare "Si va beh ... adesso non esageriamo".

Morale, dopo tre anni di studio serale e notturno, e a volte mattutino, 27 esami e con una sessione di anticipo, mi godo il mio bel 110 e lode con una soddisfazione che mi sta salendo dalle profondità delle viscere ogni giorno di più, man mano che mi rendo conto di quello che ho fatto.

Stasera brindisi a casa mia con i parenti per festeggiare. Ci sarà anche la FUX, mia sorella, con marito e bimbi (3) che viene giù da Udine, e tutto il resto della famiglia a festeggiare questa impresa titanica che nemmeno io credevo di poter riuscire a fare. Ci sarà mia moglie, con il suo bel sorriso, consapevole di essere stata lei a darmi le energie ogni giorno, ogni sera e i miei bimbi che non hanno ancora ben capito perchè un papà oltre a lavorare va anche a scuola.
Fra le stupende bomboniere rosse che mia moglie mi ha preparato ce n'è una sola col fiocco bianco. E' per mio padre. Dentro c'è un biglietto con scritto: "Scusa il ritardo", perchè lo so che lui lo desiderava tanto e quando avevo abbandonato Economia e Commercio ci aveva sofferto.
Non l'ho fatto per lui ma il pensiero di regalargli una gioia è stato una delle motivazioni che non mi ha fatto mollare mai.

la dedica della tesi era: "a rosco e ai suoi sogni".

e ora mi dico bravo.