11 aprile 2006

la spintarella

I patti con mia moglie sono chiari: di notte ci si alza un po' per uno.
come in tutte le cose del menage familiare cioè casa-figli, nessuno si sottrae e non c'è bisogno di discutere. ci regoliamo con pochi cenni d'intesa.
per la notte esiste un sistema raffinatissimo che decide chi deve svegliarsi. se il giorno dopo ho una giornata pesante si alza lei, se ha avuto una giornata pessima mi alzo io, se sono in forma vado io, se abbiamo litigato va lei così ha ancora più ragione ... fetente ... se è tanto che non li vedo vado io per recuperare un po' di contatto di pelle, se si sente una mamma degenere perchè li ha trascurati per troppo lavoro va lei, rosa dai sensi di colpa.
potrei continuare per ore.
ma il bello è capire chi decide, chi elabora questa miriade di informazioni e le razionalizza in un ordine: vai tu.
nessuno.
ebbene si, facciamo tutto a istinto.
il piccolo piange, generalmente tutti e due lo sentiamo, e senza discussione il titolare del turno prende e va. non c'è discussione.
solo nei casi più dubbi è accettato un piccolo contraddittorio che si presenta sotto forma di spintarella. se il titolare del turno non si rende conto di essere in turnista, l'altro glielo ricorda con una spintarella, con l'anca, col piede, col gomito. una cosa quasi impercettibile. il "convocato" non ha diritto di replica.
nei casi dubbi il primo che sgomita la vince. punto e basta.
sia chiaro, salvi i diritti e i vantaggi da spendersi già il mattino seguente quando il piccolo produce la peggior cacca della giornata generalmente nel bel mezzo della colazione. chi ha sgomitato si fa l'aerosol di cacca.

tutto questo funziona a meraviglia. non ricordo in quattro anni una discussione.

ogni tanto però, con una certa ricorrenza e regolarità, tutto l'impianto crolla. la ferrea legge che impedisce di opporsi alla spintarella non viene rispettata.
la sovversiva è lei, mia moglie, che non solo fa la contro-spintarella, peccato mortale notturno, ma qualche volta la rafforza con argomentazioni verbali che costringono la mia corteccia cerebrale ad un'attività non prevista e non desiderata. (riesco a dare il biberon al piccolo rimanendo nella fase R.E.M. del sonno).
quando succede io incasso, mi alzo lo stesso senza discutere, ma metto un flag mentale da attivare al momento del risveglio.
urge la prova piedino alla quale seguirà il blister check. siamo in fase di allarme giallo.
ore otto, ci si sveglia, allungo un piede e come al solito lo metto nell'incavo del suo a mo' di rintanamento. è il nostro saluto. se non risponde con una carezza sempre di piede o peggio si allontana alludendo alla eccessiva lunghezza dell'unghia del mio alluce, siamo all'allarme arancione.
non resta che il blister check.
mi alzo fingo di riordinare i cuscini e aspetto il momento propizio per controllare il blister della pillola yasmin.
quante ne mancano? nessuna! è allarme rosso, mestruazioni in arrivo.
per i prossimi 5 giorni mia moglie - donna eccezionale - sarà una donna normale, non varrà più nessuna regola (chi l'ha detto che devo alzarmi io? alzati un po' tu per una volta! stanotte ti dico già che non mi alzo! se ogni tanto mi aiutassi! )
si comincia l'operazione marito presente ma invisibile, marito che sente ma non registra e non ricorda, marito che dà anche se non riceve, e guai a lui se gli scappa qualche sorrisino allusivo. troppo facile dare sempre la colpa alle mestruazioni.

06 aprile 2006

un buco nel cuore

Nel 1998 mi sono separato. Oggi sono felicemente risposato con due figli.
La mia prima moglie aveva una gemella Celeste, sposata con Roberto. Con loro abbiamo vissuto tutti i week end - ad Albenga dove loro vivono - dei quattro anni di matrimonio. L'amicizia che ne è nata è stata profondissima, rafforzata dalla condivisione dell'esperienza della nascita dei loro due figli Camilla e Gilberto, nati praticamente con quattro genitori. Un'esperienza stupenda. Dopo la separazione ho lasciato che la mia ex potesse continuare a frequentarli senza mie intromissioni. Il risultato è stato che ho perso il contatto con loro. Le occasioni di incontro sono state pochissime. Poi con Marcella, mia moglie attuale, non mi sembrava il caso di cercare di instaurare un'amicizia a quattro improbabile.
Poco tempo fa, come un lampo nel cielo, Celeste mi invia via mail una foto di Camilletta e Ghiblorino ormai di 10 e 8 anni con scritto: Li riconosceresti?.

La mia risposta:

Ciao Celeste ciao Roberto, che nostalgia e che ricordi, i Vostri figli sono stupendi.
Sapete che in questi 4 anni (Samuele ha appena compiuto 4 anni) ho fatto il papà esattamente come avevamo imparato a farlo insieme?. Le prime paure, i primi imbranati tentativi fatti con Camilletta,i primi pannolini, le prime pappe. E tutti i consigli medici di Robo per le coliche, per la febbre .... sono stati il mio patrimonio per fare il "mammo"(come mi chiamano i miei amici).
In un certo modo mi siete stati vicini.
La vostra famiglia, Albenga, e alcuni pochi amici di Garlenda sono il mio buco nel cuore. Non sono riuscito a trovare il modo per rimanervi vicino.All'inizio volevo lasciare spazio e tranquillità a Nicoletta, immagino che siate stati il suo sostegno, poi non sono più stato capace di ritornare.
Ogni commento che mi viene mi sembra inadeguato, non ci sono scuse da trovare o scuse da chiedere quando ci sono di mezzo affetti profondi. Io il vostro l'ho sempre sentito sincero e profondo e il mio per voi lo conoscevate, altrettanto sincero e profondo.
Poi c'è stato il finimondo e abbiamo pagato tutti.Mi verrebbe da dire mi dispiace, ma francamente anche questa suona come una cazzata.
Dico invece che ho un ricordo bellissimo che mi tengo stretto nel cuore e spero che forse un giorno succederà che passiamo una bella giornata insieme,con i Vostri bei bimbi, che ho accolto come fossero stati miei, e con i miei due bimbi Samuele ed Alessandro che sono la mia gioia infinita e la mia vita.

Ieri di ritorno da un viaggio di lavoro a Sanremo ho chiamato Robo sul cellulare.
Ciao Robo che fate?
Ciao Fedorf, ti stiamo aspettando.
Arrivo.
Ho passato due tenerissime ore con loro. Ci tornerò. Sono felice.